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lunedì 25 giugno 2012

Effetto Costa Crociere - Racconto di viaggio

Mentre nella luce grigia dell’alba guardo la facciata incrostata e sporca del palazzo di fronte attraverso la finestra e nell’intontimento del risveglio penso: “ma dove ca**o abbiamo attraccato?”; mentre la coscienza si ridesta abbastanza da comprendere che sono nel mio letto, mi capita di ripensare ai miei risvegli.
ciminiera Costa

Il mio vicino di casa di quand’ero bambino andava in giro su un carrello trainato da una motozappa. Sul serio. Una di quelle motozappe che si accendevano arrotolando una corda di canapa intorno al pignone e tirandola con un gran strappo. Andava in campagna alle quattro e mezza del mattino, ma non sempre il frastuono riusciva a svegliarmi: la mia stanza da letto era abbastanza insonorizzata, non avendo nemmeno una finestra.

Quando cambiammo casa ebbi finalmente anch’io una finestra a cui affacciarmi e da cui ammirare l’officina del gommista di fronte. È vero che le mitragliate della pistola svita-bulloni ad aria compressa erano potenti quasi quanto gli scoppi del motore della motozappa, ma almeno il gommista aveva il buon cuore di iniziare a lavorare alle sette.
Nel paese c’erano più o meno tremila abitanti, di cui più della metà ultrasessantenne. C’era un barbiere, un panettiere, il gommista di cui sopra, una pizzeria da asporto, un ferramenta, una farmacia, un ufficio postale, che era di gran lunga il luogo più frequentato del paese, almeno nel giorno delle pensioni. E poi c’era il bar che serviva caffè normale, caffè corretto con l’anice e amari. Non si poteva chiedere qualcosa di diverso (se chiedevi un cappuccino con la schiuma ti faceva un caffè e ti sputava nella tazza) e non potevi entrare senza ordinare (una volta mi chiese che cosa volessi e io risposi “niente” e dopo un minuto mi ritrovai costretto a bere qualcosa che bruciava come alcool etilico e che lui chiamava “niente in ghiaccio”). Giusto per dire il tipo.
interno costa Atlantica

E i contadini si ripulivano la sera e indossavano il vestito buono, camicia, cravatta, giacca, panciotto e cappello, e andavano in piazza. E stavano semplicemente in piazza, a non far niente. Però molto elegantemente.
Quando uno si risveglia in crociera, attraverso le tende non vede il palazzo grigio e incupito di fronte, né l’officina del gommista. Vede il mare. Sconfinato e vicino, che ti sembra di poter allungare una mano e toccarlo. E di tanto in tanto c’è la terra, e un porto, ma solo quando c’è bisogno di un orizzonte da ammirare.
costa francese

In queste gigantesche navi da crociera ci sono tremila persone, un ufficio postale, un panettiere, una pizzeria, tre o quattro ristoranti, un caffè, una biblioteca, un bar al chiuso e due all’aperto. E se uno chiede un cocktail, che sia alcolico o analcolico, il barista glielo fa. E c’è un casinò e un parrucchiere e la sauna e i massaggi e le piscine e ci sono ponti scoperti da cui guardare il cielo di notte. C’è un teatro e ci sono cene di gala in cui si ha l’occasione di vestirsi in maniera elegante.
E se uno è fortunato ci incontra qualcuno con cui condividere il viaggio, con cui fermarsi una sera a parlare e a farsi due risate, senza fare niente di speciale. Però molto elegantemente.
In crociera a uno può capitare di pensare che se somma insieme le rate del mutuo, l’IMU, l’elettricità e il gas, la TARSU, le rate dell’auto, i tagliandi e la benzina, le spese periodiche per la casa, l’RC auto eccetera, si rende conto che se non avesse tutte quelle cose potrebbe vivere in crociera per sempre, e guardare il mare dalla finestra e il cielo dal ponte, e avrebbe una scusa per vestirsi elegantemente ogni sera e persone interessanti con cui trascorrere il tempo quando è fortunato.
nave crociera al mattino

Il bambino che si risvegliava al frastuono del gommista già si chiede perché, allora, non lo faccia e in quel momento squilla il cellulare e lui pensa che l’altra cosa positiva delle crociere è che in mezzo al mare i telefonini non suonano, perché non hanno campo. E il numero sul display è quello del capufficio e all’uomo che quel bambino è diventato sovviene che è per il lavoro, che non si può stare in crociera per sempre. Poi dici che uno odia il proprio capo.

4 commenti:

  1. Ieri mattina ci siamo svegliati e ricordando dov'eravamo la settimana scorsa, ci siamo concessi dei french toasts. Alemo abbiamo provato ad ingannarci. Il mare ce l'abbiamo a pochi minuti a piedi da casa, ma ci manca quel balconcino. Lì c'è poco da fare. Ci si sveglia sempre nello stesso posto, con gli stessi rumori e non ci sono né un porto diverso, né luoghi diversi da scoprire ogni giorno. Ma il bello della vacanza è anche questo. Se fosse la norma non sarebbe così bello.
    Fabio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chissà, mi piacerebbe vivere sempre in vacanza, mi piacerebbe che fosse la norma. :D

      Avete fatto bene a cucinare gli stessi sapori provati in viaggio, è un modo di prolungare la vacanza. :)

      A presto

      Elimina
  2. penso sia unica, in crociera, l'esperienza di svegliarsi circondati dal mare. Perchè ogni volta che ci si sposta si può essere svegliati da altri tipi di rumori e di paesaggi. Nello stesso paese di quel bambino io potevo invece venire svegliata dal rumore della motosega del vicino che, puntuale ogni mattina alle 7, estate o inverno, azionava incondizionatamente. Alternativa a ciò potevano essere i venditori ambulanti di frutta o di accessori per la casa e materassi o gli acquirenti ambulanti di olio esausto. Quando vado in una città in vacanza spesso vengo svegliata e spaventata dalle sirene di ambulanze e polizia (non ci sono abituata: nel mio paese quando passa l'ambulanza è raro, fortunatamente, e la gente si riversa per strada per vedere dove vada a fermarsi). Però risvegliarsi col balconcino sul mare è un'esperienza che vorrei fare, a meno che non passi anche là intorno qualche venditore di cheneso pinne e antiemetici per il mal di mare...
    Complimenti e a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I tuoi commenti sono sempre molto divertenti! LOL

      Hehehehe fortissimo il venditore di pinne! Ma per me non sei andata molto lontano dalla verità, non c'è solo perchè non la nave è troppo alta, altrimenti la fiancheggerebbe e proporebbe la sua mercanzia.

      Comunque, sapete, che rischiate la querela dalla pro loco del vostro paese? LOL

      Elimina

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